86) Popper. Sul criterio di demarcazione.
Presentiamo in questa lettura la famosa proposta popperiana della
possibilit di falsificazione come criterio di demarcazione fra
scienza e non scienza.
K. R. Popper, Logik of Scientific Discovery, traduzione italiana
Logica della scoperta scientifica, di M. Trinchero, Einaudi,
Torino, 1970, pagine 21-25 ( pagina 328).

 Il criterio di demarcazione inerente alla logica induttiva - cio
il dogma positivistico del significato -  equivalente alla
richiesta che tutte le asserzioni della scienza empirica (ovvero
tutte le asserzioni significanti) debbano essere passibili di
una decisione conclusiva riguardo la loro verit e falsit; diremo
che devono essere deducibili in modo conclusivo. Ci significa che
la loro forma dev'essere tale che sia il verificarle sia il
falsificarle debbano essere logicamente possibili. Cos Schlick
dice: [...] un'asserzione autentica deve essere passibile di
verificazione conclusiva ; e Waismann afferma ancor pi
chiaramente: Se non  in alcun modo possibile determinare se
un'asserzione  vera, allora l'asserzione non ha alcun
significato. Infatti il significato di un'asserzione  il metodo
della sua verificazione.
Ora, secondo me, non esiste nulla di simile all'induzione. E'
pertanto logicamente inammissibile l'inferenza da asserzioni
singolari verificate dall'esperienza (qualunque cosa ci possa
significare) a teorie. Dunque le teorie non sono mai verificabili
empiricamente. Se vogliamo evitare l'errore positivistico,
consistente nell'eliminare per mezzo del nostro criterio di
demarcazione i sistemi di teorie delle scienze della natura,
dobbiamo scegliere un criterio che ci consenta di ammettere, nel
dominio della scienza empirica, anche asserzioni che non possono
essere verificate.
Ma io ammetter certamente come empirico, o scientifico, soltanto
un sistema che possa essere controllato dall'esperienza. Queste
considerazioni suggeriscono che, come criterio di demarcazione,
non si deve prendere la verificabilit, ma la falsificabilit di
un sistema. In altre parole: da un sistema scientifico non esiger
che sia capace di esser scelto, in senso positivo, una volta per
tutte; ma esiger che la sua forma logica sia tale che possa
essere messo in evidenza, per mezzo di controlli empirici, in
senso negativo: un sistema empirico deve poter essere confutato
dall'esperienza.
(Cos l'asserzione Domani qui piover o non piover non sar
considerata un'asserzione empirica, semplicemente perch non pu
essere confutata, mentre l'asserzione Qui domani piover sar
considerata empirica).
Contro il criterio di demarcazione che ho proposto qui si possono
sollevare diverse obiezioni. In primo luogo pu sembrare piuttosto
sciocco il suggerire che la scienza, la quale dovrebbe darci
informazioni positive, si debba caratterizzare dicendo che
soddisfa un criterio negativo come la confutabilit. Ma nei  31-
46 mostrer che quest'obiezione ha poco peso, perch la quantit
di informazione intorno al mondo fornita da un'asserzione
scientifica  tanto pi grande quanto maggiore  la possibilit
che essa entri in conflitto, in virt del suo carattere logico,
con possibili asserzioni singolari. (Non per nulla chiamiamo
leggi le leggi di natura: quanto pi vietano, tanto pi dicono).
Ancora: si potrebbe tentare di rivolgere contro me stesso le
critiche che ho rivolto al criterio di demarcazione
induttivistico: potrebbe infatti sembrare che contro la
falsificabilit come criterio di demarcazione sia possibile
sollevare critiche simili a quelle che io, per parte mia, ho
sollevato contro la verificabilit.
Questo attacco non pu darmi noia. La mia proposta si basa su un'
asimmetria tra verificabilit, e falsificabilit, asimmetria che
risulta dalla forma logica delle asserzioni universali. Queste,
infatti, non possono mai essere derivate da asserzioni singolari,
ma possono venir contraddette da asserzioni singolari. Di
conseguenza  possibile, per mezzo di inferenze puramente
deduttive (con l'aiuto del modus tollens della logica classica),
concludere dalla verit di asserzioni singolari alla falsit di
asserzioni universali. Un tale ragionamento, che conclude alla
falsit di asserzioni universali,  il solo tipo di inferenza
strettamente deduttiva che proceda, per cos dire, nella
direzione induttiva; cio da asserzioni singolari ad asserzioni
universali.
Una terza obiezione pu forse sembrare pi seria. Si pu dire che,
anche ammettendo l'asimmetria,  ancora impossibile, per varie
ragioni, che un qualsiasi sistema teorico possa mai essere
falsificato in modo conclusivo. Infatti  sempre possibile trovare
qualche scappatoia per sfuggire alla falsificazione: per esempio,
introducendo ad hoc un'ipotesi ausiliaria oppure trasformando, ad
hoc, una definizione. E' anche possibile adottare la posizione che
consiste, semplicemente, nel respingere qualsiasi esperienza
falsificante, senza che ci conduca a contraddizioni. E' vero che
di solito gli scienziati non procedono in questo modo, ma tale
procedimento  logicamente possibile; e il meno che si possa
sostenere  che questo fatto rende dubbio il valore del criterio
di demarcazione che ho proposto.
Devo ammettere che questa critica  giusta; ma non per questo 
necessario che io ritiri la mia proposta di adottare la
falsificabilit come criterio di demarcazione. Nel  20 e in
quelli seguenti proporr infatti che il metodo empirico venga
caratterizzato come un metodo che esclude precisamente quei modi
di sfuggire alla falsificazione che, come giustamente insiste il
mio critico immaginario, sono logicamente ammissibili. Secondo la
mia proposta, ci che caratterizza il metodo empirico  la maniera
in cui esso espone alla falsificazione, in ogni modo concepibile,
il sistema che si deve controllare. I1 suo scopo non  quello di
salvare la vita a sistemi insostenibili, ma, al contrario, quello
di scegliere il sistema che al paragone si rivela pi adatto, dopo
averli esposti tutti alla pi feroce lotta per la sopravvivenza.
Il criterio di demarcazione che ho proposto conduce anche a una
soluzione del problema dell'induzione di Hume; del problema, cio,
della validit delle leggi di natura. La radice di questo problema
 l'apparente contraddizione tra quella che pu essere chiamata
la tesi fondamentale dell'empirismo - la tesi secondo cui
soltanto l'esperienza pu decidere della verit o della falsit
delle asserzioni della scienza - e la realizzazione humeana
dell'inammissibilit delle argomentazioni induttive. Questa
contraddizione nasce soltanto se si assume che tutte le asserzioni
empiriche della scienza debbano essere decidibili in modo
conclusivo; se cio si assume che tanto la loro verificazione
quanto la loro falsificazione debbano essere entrambe possibili in
linea di principio. Se rinunciamo a questa esigenza e ammettiamo
come empiriche soltanto quelle asserzioni che sono decidibili in
un unico senso - unilateralmente decidibili e, pi specificamente,
falsificabili - e possono essere controllate per mezzo di
tentativi sistematici di falsificarle, allora la contraddizione
svanisce: il metodo della falsificazione non presuppone
alcun'inferenza induttiva, ma soltanto le trasformazioni
tautologiche della logica deduttiva, la cui validit  fuori
discussione.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume terzo, pagine 497-499.
